Chissà se qualcuno capirà questa foto. Più probabile un vecchietto come me. Gli altri li lascio divertire a indovinare.
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Arash Hejazi è un medico e scrittore, diventato famoso perché filmò col suo cellulare gli ultimi istanti di vita di
Neda Aghasoltan. Nel suo
blog commenta oggi un reportage video su questo episodio tragico, uscito a un anno di distanza e trasmesso dalla rete nazionale iraniana.
Traduco il suo commento. Nell'articolo si riferisce spesso a se stesso in terza persona. Ne risulta una prosa piacevole, distaccata e divertita ma anche aggressiva e impietosa.
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Stasera la rete nazionale ha trasmesso un
documentario dal titolo "incrocio" a proposito della morte di
Neda Aghasoltan. A mio parere si tratta di un evento positivo e notevole.
Il primo giorno dopo la morte di
Neda dissero che il mio filmato era falso e che
Neda Aghasoltan si trovava in Grecia.
Poi dissero che un giornalista della
BBC aveva inscenato il tutto per fare in modo che
Neda venisse uccisa e dunque filmare l'evento.
Poi ancora l'ambasciatore della Repubblica Islamica in Messico disse che "la pallottola rinvenuta nella
testa di
Neda non è del tipo in dotazione in Iran!" [
Neda Aghasoltan era stata colpita al cuore -
ndt].
Poi il signor
Zarghami [direttore della TV iraniana -
ndt] ha di nuovo detto che il filmato era falso.
A questo punto si è fatto vivo il povero disgraziato chiamato
Arash Hejazi che si trovava lì sulla

scena. Non riuscendo più a sopportare tutta questa massa di menzogne, ha detto che il filmato non era affatto falso e che
Neda era morta davanti ai suoi occhi. Poi disse che la gente sulla scena aveva preso il corpo della ragazza e lo aveva caricato su una
Peugeot 206 per portarla in ospedale, ma era troppo tardi perché era già morta. Infine disse anche che, dopo che la macchina si era allontanata, la gente era riuscita ad arrestare un tizio grande e grosso e coi baffoni che urlava "non la volevo ammazzare". Gli avevano tolto la camicia e requisito il distintivo [foto a destra] dal quale si scopriva che l'agente fermato faceva parte del corpo dei
Bassij e che si chiamava Abbas
Kargar Javid.
A quel punto il capo della polizia - il comandante
Ahmadi Moghaddam - disse che l'intera faccenda era un complotto e che del complotto fa parte lo stesso
Hejazi, che è ricercato dall'Interpol.
L'Interpol ha subito dichiarato che
Hejazi non è ricercato e le autorità iraniane dicono il falso. Al che il comandante
Moghaddam disse che non aveva mai detto che era ricercato dall'Interpol e che questo lo hanno inventato i giornali.
Una quindicina di giorni dopo
cominciarono ad apparire in rete il distintivo di Abbas
Kargar Javid e anche un
filmato che lo ritraeva senza la camicia mentre si allontanava in mezzo alla gente [nel filmato la gente lo sta insultando e sembra davvero un miracolo che non lo abbiano linciato sul posto, nel 1978 sarebbe morto -
ndt]. Il filmato confermava la versione di
Hejazi il quale, visto il distintivo, riconosceva
Kargar come l'agente fermato dalla folla dopo la morte di
Neda.
La risposta ufficiale è stata che
Hejazi mente, che il distintivo è falso ed è stato costruito con
photoshop.
Poi le sorelle del corpo femminile dei
Bassij si sono presentate davanti all'ambasciata britannica inscenando una
manifestazione "spontanea", a chiedere che
Hejazi venisse espulso dal Regno Unito ed estradato in Iran. E che ci penseranno loro poi a farlo confessare in modo altrettanto "spontaneo". Ovviamente per questa
manifestazione non è stata necessaria alcuna
autorizzazione della prefettura...
Nel frattempo il ministero della cultura ha revocato alla casa editrice
Karvan [appartenete a
Hejazi -
ndt] l'autorizzazione a pubblicare, e revocato anche il permesso alla ristampa dei libri già pubblicati, mettendo sulla strada 22 impiegati che così imparano a lavorare per certa gente. Lo stesso
Hejazi è stato più volte minacciato di morte.
Ma i
lorsignori non erano ancora soddisfatti. Il video di
Neda e la
testimonianza di
Hejazi avevano avuto delle conseguenze, e tutto il mondo ormai guardava torvo la Repubblica Islamica.
Hanno perciò girato un
documentario "spontaneo" e lo hanno trasmesso su
press-
tv, dicendo che la faccenda è andata così:
Arash Hejazi e la vittima erano un commando di spie straniere.
Neda si è versata il sangue sul volto usando una pompetta, così la gente ha pensato che era stata colpita da un proiettile. Poi quando sono saliti sulla 206
Hejazi ha ucciso
Neda, complice anche l'autista.
Purtroppo per gli autori del
documentario, poco dopo usciva un
filmato montato dalla
HBO in cui per la prima volta si vedeva la gente che metteva il corpo di
Neda nell'auto, e
Arash Hejazi non era sulla scena! [i minuti tra 4:41 e 5:03 -
ndt].
Gli amici del Ministero dell'Informazione si
arrabbiarono tantissimo con
Arash Hejazi. Ma perché non è salito in macchina? Avrebbe dovuto essere lì a ucciderla! Adesso gliela faremo vedere. E così hanno prodotto questo
documentario, "incrocio", dove mi accusano di essere un cattivo medico. Se fosse stato un bravo medico - dicono - sarebbe salito sull'auto con la ragazza colpita, così il nostro scenario precedente sarebbe stato credibile. Ora dobbiamo rifare tutto da capo!
Nel nuovo
documentario non fanno nemmeno più cenno al
documentario precedente, si vede che quello era saltato fuori "
spontaneamente" dal cestello della
press-
tv! Ma il nuovo
documentario è
estremamente interessante, perché il governo accetta e conferma diverse cose:
1)
Neda è stata veramente uccisa e non si trova in Grecia.
2) Il filmato della sua uccisione non è falso.
3)
Neda è stata davvero colpita sul luogo del filmato, non faceva parte di un complotto e non teneva in mano una pompetta.
4)
Arash Hejazi non è il suo assassino.
5)
Diversamente da quanto affermò l'ambasciatore in Messico,
Neda non è stata colpita alla testa. Anzi, non è stata nemmeno ritrovata la pallottola.
6) Più importante di tutto: Abbas
Kargar Javid esiste. Quel giorno era sulla scena ("
spontaneamente" perché era disarmato e non operativo) e ha anche preso un sacco di botte dalla gente. Ma visto che il signor
Kargar afferma che era disarmato, e che giura di non centrare nulla, allora dice sicuramente la verità. Quindi non c'è bisogno di aprire un'inchiesta.
Si tratta comunque di un grosso passo in avanti che dimostra una cosa molto importante. Da una parte abbiamo il racconto di
Arash Hejazi, e dall'altra il racconto del governo iraniano. Il governo iraniano ha cambiato diverse volte la sua versione, mentre
Hejazi da sempre dice la stessa cosa e col passare dei giorni il suo racconto ha trovato conferme oggettive.
Da una parte c'è
Arash Hejazi che dal
testimoniare sull'omicidio di un'innocente non ha ottenuto nulla se non una coscienza pulita. Anzi ha perso tutto: la sicurezza, il lavoro, ha dovuto rifugiarsi all'estero, e non riesce nemmeno più a vedere la sua famiglia. Ma ha sempre confermato la sua versione e non ha fatto un passo indietro.
Dall'altra parte c'è il governo iraniano che ha perso ogni residua
rispettabilità internazionale proprio con il martirio di
Neda e la
testimonianza di
Hejazi, e ha cercato di inventare menzogne e
disinformazione con lo scopo di salvare il salvabile.
Non è importante che dimostrino che io sono un cattivo medico, non ho mai detto di essere un buon medico. Che differenza farebbe? L'importante è che è stata uccisa una ragazza innocente. I suoi assassini passo dopo passo sono caduti nelle trappole che loro stessi avevano preparato, e più si agitano, e più vanno a fondo.
Gli assassini hanno complottato, così anche Dio ha complottato contro di loro, e Dio è il più bravo a complottare [
cit. Corano -
sura di Al-
Umran - versetto 54 -
ndt].